Paola Daniele è un'artista visiva, performer e attivista italiana che vive e lavora tra la Francia e l'Italia.
La sua pratica artistica si sviluppa tra la performance e le arti plastiche, ponendo il corpo al centro della ricerca, come luogo di esperienza, memoria e resistenza.
I suoi principali strumenti sono il proprio corpo e il proprio sangue, utilizzati come materie artistiche e politiche per interrogare i tabù, le norme imposte ai corpi e i meccanismi di dominazione patriarcale.
Cresciuta in un ambiente religioso rigoroso, sviluppa fin dall'infanzia una particolare fascinazione per il rituale della comunione e per il calice del «sangue di Cristo» sollevato verso il cielo dal sacerdote. Questa immagine fondatrice attraversa ancora oggi il suo lavoro, nel quale il sangue mestruale diventa materia sacra e profana, inchiostro, offerta, traccia e atto di resistenza.
Da oltre dieci anni raccoglie il proprio sangue mestruale, tiene un diario dei suoi cicli e lo integra nelle sue performance e installazioni. Attraverso questa pratica cerca di trasformare le rappresentazioni del sangue, confrontarsi con i tabù che circondano le mestruazioni e restituire ai corpi la loro potenza simbolica e politica.
Nel 2014 fonda a Parigi il collettivo internazionale Hic Est Sanguis Meus – Questo è il mio sangue, un progetto artistico e militante pionieristico nella rappresentazione del sangue mestruale nell'arte contemporanea. Attraverso oltre cento contributi artistici, mostre, performance, laboratori e dibattiti pubblici, il collettivo lavora per decostruire la vergogna e le rappresentazioni patriarcali associate alle mestruazioni, creando uno spazio di ricerca, trasmissione e creazione collettiva.
Nel corso degli anni, la sua pratica si è progressivamente ampliata verso una prospettiva femminista, intersezionale e decoloniale. Il sangue, inizialmente esplorato nella sua dimensione intima, rituale e mestruale, diventa anche un linguaggio di solidarietà con i corpi vittime di violenza, dominazione e oppressione.
Le sue performance più recenti, tra cui Ceci est notre sang, prolungano questa ricerca interrogando la possibilità di trasformare un gesto artistico individuale in un atto di resistenza collettiva. Di fronte alle violenze contemporanee, in particolare quelle subite dal popolo palestinese, sceglie di mettere il proprio corpo e la propria arte al servizio delle lotte, facendo del sangue un simbolo di memoria, solidarietà e resistenza.
Il suo universo creativo è attraversato da tre ossessioni ricorrenti: gli abiti da sposa, l'anatomia delle bambole e il sangue mestruale. Materie e simboli attraverso i quali esplora le rappresentazioni del femminile, le imposizioni sociali, l'infanzia, la memoria e i corpi.
Il suo lavoro persegue una stessa ricerca: trasformare ciò che è stato a lungo nascosto, stigmatizzato o ridotto al silenzio in un linguaggio artistico capace di interrogare, creare legami e resistere.
E poiché il sangue non è la sua unica ossessione, Paola coltiva anche un amore smisurato per il caffè, le lunghe conversazioni, gli incontri inattesi e tutte quelle forme di complicità che permettono alle idee di diventare progetti collettivi.
Nota d’intenti personale
Dispongo liberamente del mio corpo.
Voglio liberarlo dal pensiero dominante che trasforma il corpo e il desiderio in un territorio minato di tabù.
Nel mio lavoro interrogo il legame tra i corpi femminili e il sangue, per restituire loro una potenza simbolica e politica attraverso un gesto di ri-sacralizzazione. Il corpo diventa una forza politica; il sangue, un luogo di trasformazione, rinnovamento e resistenza.
Profanare il corpo per ri-sacralizzarlo.
Le mie performance assumono spesso la forma di rituali che cercano di rompere con l’eredità giudaico-cristiana che ha a lungo associato il corpo femminile all’impurità, alla colpa e alla maledizione.
Si tratta di sovvertire il corpo normalizzato dai codici sociali, di rifiutare le rappresentazioni prefabbricate, le imposizioni e le forme di assoggettamento che gli vengono imposte.
Cerco un corpo che non sia più passivo, docile o inoffensivo.
Un corpo che agisce.
Un corpo che resiste.
Un corpo che si riappropria della propria storia, dei propri fluidi e dei propri desideri.
Un corpo libero.
Yo soy una mujer de Almodovar : muchas veces creo que salgo de una de sus películas, con el agravante de que me gusta también los poemas de Baudelaire The first time I was really in love was with Lady Oscar. Tout, mais terriblement ! Le nez dans la chair. I love the rain, the tears, the smell of new books and of warm bread .I come from south of Italy for that I am stubborn. Mi piace arrampicarmi sugli alberi e detesto alzarmi presto al mattino Je collectionne robes de mariées Fascinated by the human body and its anatomy in all its forms I create and I dance inspired by menstrual blood I dream, do you read me ? I also like coffee.